Intervista a Loredana Patti

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Come primo articolo della mia sezione, vi voglio raccontare la mia e unica intervista avuta nel lontano 2008, da una rivista online di Milano, per cui ho collaborato con gioia. Ambiente giovanile e pieno di speranze in un mondo di pescecani come sono le riviste di moda e costume.

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Alla consegna del lavoro che avevamo svolto insieme in una discoteca locale, mi anno fatta sedere e proposto una intervista personale per presentarmi al meglio nel numero in uscita. Sorpresa, come quando ricevo proposte improvvise, ho accettato, ma al solo pensiero che le mie risposte sarebbero state registrate, mi ha reso nervosa, rendendomi una bambina al suo primo esame scolastico.

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Da premettere che per rendere timida me ci vuole molto, ma in quel momento, sono entrata in un limbo che mi faceva sentire nuda al mondo.

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Ma ben presto mi sono ritrovata a rispondere a tutte le domande con disinvoltura, raccontanto di me, delle mie esperienze e del mio bagaglio culturale.205744_1054563450147_9575_n

Vi è mai capitata una sensazione del genere?

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Mi piacerebbe conoscere le vostre esperienze, e se riuscite a leggere la mia intervista cosa ne pensate.

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Per i più curiosi, sono io la ragazza ritratta nella prima pagina!

Mi sono accorta, che nei file pubblicati non si legge bene l’intervista, la pubblico per intero e spero ad un commento.

Intervista a Loredana Patti

Abbiamo intervistato Loredana Patti, una fotografa catanese, che ormai da diversi anni vive ed opera a Milano con un proprio studio: l’intervista curata da Francesco Picazio, è stata realizzata presso la redazione di Starmodel.

Come è nata la tua passione per la fotografia?

La mia passione è esplosa alla fine delle scuole superiori, uando durante gli ultimi anni, ho avuto la possibilità di partecipare a diversi saggi come modell: razie a uesta esperienza sono riuscita a capire come funzionava il meccanismo dietro un obiettivo fotografico ma essendo figlia di una pittrice e di un amante della fotografia, fin da piccola ho nutrito un profondo amore per l’arte in generale, in particolare nell’espressività della figura umana, trasmessa grazie alla fotografia e disegno.

Mi sono diplomata in grafica pubblicitaria, in un istituto professionale in provincia di Cataniaefinita la scuola, ho avuto la fortuna di conoscere vari fotografi, molti dei quali lavoravano nei concorsi di bellezza e per il cinema: e così sono rimasta sempre pi affascinata dal mondo dei flash e degli scatti.

Dopo aver maturato l’esperienza di tirocinante presso uno studio fotografico, all’età di ventidue anni ho intrapreso la professione di fotografa e in uesto periodo o appreso i piccoli e grandi segreti del mestiere.

Ho realizzato fotografie per varie cerimonie, molti ritratti, in studio e in questo periodo ho capito che sarebbe diventata la mia professione a tutti gli effetti.

Ho aperto il mio studio fotografico con il nome di PaLore (anagramma del mio noe e cognome) sito nel mio paese Fiumefreddo di Sicilia, a due passi da Taormina e da lì è cominciata la mia grande avventura.

Fin dal’inizio non sono mancati di certo i problemi, era il 1998 ed ero una delle prime donne fotografe in Sicilia e la mentalità purtroppo era ancora molto ristretta: le fotografie che realizzavo non mi soddisfscevano completamente: ho sempre amato la moda e volevo ritrarre le modelle ma non venivo capita.

C’è da dire che dieci anni fa non c’era come largamente diffusa ora la concezione del book fotografico e le aspiranti modelle per avere delle fotografie professionali andavano direttamente a Milano rivolgendosi alle grandi agenzie.

Così nel 2003 mi sono trasferita a Milano ed è stato amore a prima vista: o immediatamente capito che era la mia città e che volevo vivere qui, ho fatto diversi colloqui di selezione per studiare nelle scuole più prestigiose di fotografia e con mia enorme soddisfazione sono stata contattata da tutte, capendo di avere talento.

Ho vagliato bene tutte le proposte e alla fine ho scelto di frequentare la prestigiosa John Kaverdash School specializzandomi in fotografia di moda e fotoritocco.

Tra i più importanti progetti a cui ho partecipato c’è la realizzazione del catalogo nazionale Rosacipria, mentre un’altra esperienza umanamete e professionalmente molto importante, è stata quella di fotografare le puerpere e neonati nei primi giorni di vita.

Attualmente ho preso in gestione uno studio fotografico con annessa sala di posa qui a Milano, lo Studio Rouge, e continuo a seguire l’attività del mio studio anche in Sicilia; inoltre lavoro come freelance per varie agenzie di moda e pubblicità.

– Per quali soggetti preferisci fotografare?

In assoluto le donne, le donne in tutta la loro bellezza esaltando in ognuna i particolari che la rendono unica rispretto alle altre.

 Ma amo ritrarre l uomo e sottolineare il vigore maschile del volume corporeo attraverso la fotografia.

Preferisco fotografare soggetti maschili che richiamano la bellezza classica dell’antica grecia, l’espressione massima della virilità, mentre non ho un ideale di bellezza femminile anche se cerco la perfezione assoluta: c’è un’assenza di ideale, ma se mi fai pensare una icona intramontabile di bellezza femminile è Greta Garbo e oggi Nicole Kidman.

– Come ti trovi a lavorare con le modelle?

Ogni ragazza è dentro di sè una modella, basta farla sentire importante e infonderle un pò di sicurezza partendo a farla curare in tutti i minimi dettagli, dall’hair stylist al make up.

Il mio motto è: ” Voi mettete voi stesse… alla perfezione ci pensiamo noi!”

Le modelle si sciolgono davanti all’obiettivo della macchina fotografica ed è cosa che adoro.

Amo realizzare le mie fotografie in un clima di distensione e relax e nel mio studio non deve mai mancare la musica… per creare un clima di spontaneità, di libertà fisica e mentale…

Non sono un’amante della “fotografia in posa”; dalle fotografie che realizzo devo riuscire a vedere l’anima e la personalità della modella.

Di solito, durante uno shooting utilizzo un tema, una frase o una parola chiave, ed ogni volta mi aspetto di ricevere da ciascuna ragazza una risposta diversa.

Prima di realizzare un servizio fotografico daccio sempre un briefing alla modella per capire le sue esigenze e i suoi desideri per conoscermi meglioe creare quella sorte di feeling necessario sul set fotografico: una volta giunti sul set.

Prima di iniziare gli scatti, chedo sempre alle ragazze di fare una giravolta in questo modo si rilassano, cadono le inibizioni ed iniziano a giocare con me.

Per la maggior parte ho realizzato book fotografici per modelle alle prima esperienza, ma ho anche collaborato con vari cantanti, tra cui il cantautore Gatto Panceri e la giovanissima Giovanna D’angi; ho realizzato il servizio fotografico della manifestazione “I like bike” curata da Gerardo Frassa e che ha visto come testimonial Piero Chiambretti.

– A quali fotografi ti ispiri particolarmente?

Mi ispiro a Luxardo, il celebre fotografo del periodo fascista, che a ritratto le più famose attrici del periodo, oltre che alla famosissima Leni Riefenstahl (prima donna che da attrice divenne regista durante il periodo nazista e che realizzò nel 1936 il lungometraggio Olympia): entrambi esaltavano la bellezza virile del corpo maschile e la sensualità della donna.

Oggi mi ispiro in particolare al fotografo Gianpaolo Barbieri e alla figlia di Luxardo, Tiziana, che ha continuato la professione del padre nel campo della moda; trovo grande ispirazione anche dalle opere di Tamara de Lempicka e da Ertè.

– Cosa ne pensi dell’enorme successo della prima serata di Starmodel?

Trovo che sia un’idea innovativa quella di dare la possibilità a molte ragazze comuni di partecipare ad un servizio fotografico.

Le ragazze ritratte si sono dimostrate tutte molto spontanee e devo dire che, attraverso i loro sorrisi e sguardi, mi hanno regalato soddisfazioni ed emozioni.

Queste ragazze, alla prima esperienza, hanno saputo tirar fuori la loro personalità e superata la timidezza e l’imbarazzo iniziale, si è creata, un’atmosfera di grande euforia: gioco e divertimento.

Un fattore chiave è stato sicuramente il luogo del servizio fotografico (una discoteca milanese) che ha rappresentato una valvola di sfogo alle loro emozioni in quel momento: l’idea di far indossare le ali è stata strabiliante e devo dire che ci ha aiutato tantissimo.

Durante gli scatti, ho utilizzato il tema ” Pensa di essere un angelo caduto” e ho chiesto a loro di rappresentarsi e di esprimere le loro emozioni proprio come se fossero letteralmente angeli caduti dal cielo: molti risultati diversi… c’è ci si è dimostrata più disinibita, chi più sbarazzina ed ingenua e chi più autoironica.

Una risposta inaspettata alla serata è arrivata dai ragazzi, anche loro autoironici ma probabilmente più convinti e consapevoli.

– Ed ora una domanda marzulliana… fatti una dmanda precisa e datti una risposta.

Una domanda precisa… beh è difficile, perchè non saprei scegliere tra i quesiti che mi frullano in testa; quello che posso dirti è che due volte all’anno mi faccio un’autoanalisi (di solito cinque giorni prima del mio compleanno e altrettanti alla fine dell’anno); in questi brevi periodi tiro le somme del mio percorso di vita e professionale e devo dire che il mio umore è molto altalenante, perchè penso a quello che avrei potuto fare ma non ho fatto per migliorarmi, a quello che sono riuscita a realizzare e a quello che invece vorrei ancora fare.

La cosa strana, è che passati questi giorni, mi sembra di rinascere; paure, ansie e dubbi svaniscono e sono più ottimista che mai… e penso “domani è un altro giorno!”

– Interessante… ma hai un pò divagato… quindi ti faccio io una domanda: farai la fotografa per sempre?

Che dire… ci nasce fotografo muore fotografo… speriamo fino a 101 anni come la mia musa ispiratrice Leni Riefenstahl

Francesco Picazio

Intervista a Loredana Pattiultima modifica: 2017-02-13T19:05:15+00:00da palore75
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